Verso il Sinodo della Chiesa sui giovani. Le parole e l’impegno di Papa Francesco

Verso il Sinodo della Chiesa sui giovani. Le parole e l’impegno di Papa Francesco

Andare incontro ai giovani per ascoltarli e confrontarsi con loro

Nel magistero di Papa Francesco, i presupposti per indire un Sinodo della Chiesa sul tema dei giovani c’erano già tutti. Basti qui fare memoria di alcuni densi e significativi passaggi presenti in quello straordinario programma di azione pastorale della Chiesa universale che è Evangelii Gaudium. Già al numero 70 vi si legge che negli ultimi decenni si deve registrare una rottura nella trasmissione generazionale della fede e nel numero 104 si afferma che proprio la pastorale giovanile attualmente all’opera, a causa dei tanti cambiamenti in corso, vive una condizione di particolare fatica.

Ed è così che I GIOVANI, NELLE STRUTTURE ABITUALI, SPESSO NON TROVANO RISPOSTE ALLE LORO INQUIETUDINI, NECESSITÀ, PROBLEMATICHE E FERITE.

A queste premesse, poi, si dovrà aggiungere la sempre maggiore presa di coscienza che LA NOSTRA NON È PIÙ UNA SOCIETÀ PER GIOVANI, come del resto lo stesso Pontefice ha con incredibile lucidità denunciato nel Te Deum del 31 dicembre 2016: «Abbiamo creato una cultura che, da una parte, idolatra la giovinezza cercando di renderla eterna, ma, paradossalmente, abbiamo condannato i nostri giovani a non avere uno spazio di reale inserimento, perché lentamente LI ABBIAMO EMARGINATI DALLA VITA PUBBLICA OBBLIGANDOLI A EMIGRARE O A MENDICARE OCCUPAZIONI CHE NON ESISTONO, O ANCORA CHE NON PERMETTONO LORO DI PROIETTARSI IN UN DOMANI.

Abbiamo privilegiato la speculazione invece di lavori dignitosi e genuini che permettano loro di essere protagonisti attivi nella vita della nostra società. Ci aspettiamo da loro ed esigiamo che siano fermento di futuro, ma li discriminiamo e li “condanniamo” a bussare a porte vita più che per lo più rimangono chiuse». Ecco dunque da dove nasce il tema del prossimo Sinodo: dal desiderio di andare incontro a un mondo giovanile che fatica a far sentire la propria voce e a manifestare le proprie esigenze nella società e anche nella Chiesa. Per questo esso si presenta soprattutto come un’occasione di ascolto, di confronto e di ricerca di ciò che il Signore oggi dice perché ciascuno faccia la sua parte e le giovani generazioni possano vivere un’esistenza umana dignitosa e feconda.

Si parlerà dunque di giovani e della loro condizione di marginalità nella società; della loro fatica nella fede, dato che la maggior parte di loro ormai sta imparando a vivere senza il Dio del Vangelo e senza la Chiesa; della loro ricerca e del loro discernimento vocazionale, ovvero di come riuscire ad individuare quel progetto cui dedicare quella tanta forza e quella tanta novità che contraddistinguono proprio l’identità della giovinezza. Si parlerà anche di noi adulti e certamente non verranno fuori considerazioni dolci, come puntualmente lascia intuire il Documento preparatorio al Sinodo: «Il ruolo di adulti degni di fede, con cui entrare in positiva alleanza, è fondamentale in ogni percorso di maturazione umana e di discernimento vocazionale. SERVONO CREDENTI AUTOREVOLI, CON UNA CHIARA IDENTITÀ UMANA, UNA SOLIDA APPARTENENZA ECCLESIALE, UNA VISIBILE QUALITÀ SPIRITUALE, UNA VIGOROSA PASSIONE EDUCATIVA E UNA PROFONDA CAPACITÀ DI DISCERNIMENTO.